20 Mag, 2008

Ho ascoltato tutti i notiziari

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Ho ascoltato tutti i notiziari,

purtroppo del mitico principe dell’oracolo non c’è traccia

ma hanno detto che la felicità di questi giorni è una perturbazione

che lascerà presto i nostri cieli.

20 Mag, 2008

Leggi il giornale con sottile piacere

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Leggi il giornale con sottile piacere,

presti attenzione ai titoli, alle fotografie,

poi non ti sorprendere

‑ Illuminante! –

Il riflettore punta dritto sulla scena.

15 Mag, 2008

Dimentica le cose; dimentica il cielo - Zhuang-zi

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Dimentica le cose; dimentica il cielo; non dipendere dall'uomo. Possa tu essere chiamato colui che dimentica se stesso. Ecco ciò che si chiama aver raggiunto il cielo.
    Zhuang-zi

14 Mag, 2008

Dopo che l'esperienza mi insegnò - Spinoza

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Dopo che l'esperienza mi insegnò che tutti gli avvenimenti ordinari della
comune vita son cose vane e futili; e che tutto quello che per me era causa
od oggetto di timore, non aveva in se niente di male né di bene, se non in
quanto il mio animo se ne lasciava commuovere: decisi alla fine di cercare
se ci fosse un bene vero e capace di comunicarsi a noi: un bene tale da
appagare l'anima da solo, abbandonati tutti gli altri beni; qualcosa, anzi,
per cui, trovandolo e possedendolo, io potessi godere di una continua e
suprema letizia eternamente.
    Spinoza

9 Mag, 2008

spazio zero-tempo zero

spazio zero-tempo zero

Ci tuffiamo nel mare

ci lanciamo nel ciarpame

fino al prossimo respiro

ripetiamo l’uguale

7 Mag, 2008

Solo quest’oggi, in esclusiva per voi

Solo quest’oggi, in esclusiva per voi,

inseguiamo la Grande Ruota Lucente

(Il grande pieno).

 

Dalla terra si leva forte

l’odore di diserbante.

4 Mag, 2008

Abolire le prigioni - Raoul Vaneigem

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Abolire le prigioni



Il regno odioso delle prigioni non finirà senza che ciascuno impari a non imprigionarsi più in un comportamento economizzato dai riflessi del profitto e dello scambio.

Meno l'animalità si ingabbierà nella rigidità del carattere, arrabbiandosi per frustazioni perpetue, più aprirà le porte del godimento a progressivi affinamenti, e più apparirà a tutti l'orrore di rinchiudere in cella dei condannati che vi languiscono non per i loro misfatti, ma perché esorcizzano i demoni che le persone oneste imprigionano in loro.

I progressi che l'umanesimo auspica fanno rabbrividire. Se le prigioni spariranno senza che il godimento sia restaurato nei suoi diritti, esse cederanno soltanto il posto ad istituzioni psichiatriche ariose, in accordo con le terapie che anestetizzano nei condannati al lavoro quotidiano la violenza delle frustrazioni.

Non è forse giunto il tempo di stabilirsi talmente nell'amore di sé che, arrivando ad adeguarsi dal fondo del cuore molta felicità, ci si affezioni agli altri per la felicità stessa che tocca loro in sorte, amandoli per il favore di amare che dispensano a se stessi?

Non sopporto di essere abbordato per il ruolo, la funzione, il carattere, l'istantanea che mi fissa e mi imprigiona in ciò che non sono. Quale incontro sperare in un luogo in cui l'obbligo di essere in rappresentazione impedisce sempre che io esista?

Mi importa soltanto la presenza del vivente, in cui convergono tutte le libertà che nessun giudizio ha il potere di arrestare.

    Raoul Vaneigem

2 Mag, 2008

Hai scelto di non parlare

Hai scelto di non parlare,

hai scelto il modo più veloce per farti accettare,

ora sei pregato di non disturbare,

stai a guardare come si fa.

Le informazioni non mancano,

Segui l’esempio: elimina il superfluo.

2 Mag, 2008

Così quando ti trovi

Così quando ti trovi sotto

il freddo cielo giallo notturno

ripensi a loro, ripensi a te e ti trasformi,

fuggi da un gesto radicale,

il sotterfugio che non ti si addice,

e come un cane che non riconosce gli affetti

pisci ad ogni angolo di strada.

28 Apr, 2008

Voi non sapete che cos'è l'amore - Raymond Carver

Inviato da asas 14:04 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Trasparenze
Voi non sapete che cos'è l'amore
(Una serata con Charles Bukowski)

Voi non lo sapete che cos'è l'amore ha detto Bukowski
Io ho 51 anni guardatemi
sono innamorato di questa pollastrella sono cotto ma anche lei si è fissata
e insomma va bene così è così che deve andare
gli entro nel sangue e non ce la fanno a sbattermi fuori
Le provano tutte per liberarsi di me
però alla fine tornano tutte indietro
Sono tornate tutte fuorché quella che avevo piantato
Ci ho pianto per quella
però in quei giorni piangevo facile
Non datemi da bere roba forte
se no divento cattivo
Posso starmene qui a bere birra
con voi hippies tutta la notte
potrei berne dieci litri di questa birra
e niente come fosse acqua
Ma se tocchiamo la roba forte
mi metto a buttar la gente fuori dalle finestre
butto fuori tutti dalla finestra I'ho già fatto
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore
Non lo sapete perché
non siete mai stati innamorati è chiaro
lo me la faccio con questa pollastrella lei è carina
Mi chiama Bukowski
Bukowski dice con questa vocina
e io dico Che c'è
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore
ve lo dico io che cos'è
ma voi non mi ascoltate
Non ce n'è uno di voi in questa stanza
che potrebbe riconoscere l'amore neanche se si alzasse
e ve lo mettesse nel culo
L'ho sempre pensato che le letture di poesia significano svendersi
Guardatemi ho 51 anni e sono stato in giro
lo so che è svendersi
ma mi dico Bukowski
meglio svendersi che morire di fame -
Insomma eccovi qui e tutto va storto
Quel tizio come si chiama Galway Kinnell
ho visto la foto in una rivista
Ha un bel muso
ma è un professore
Cristo figuratevi
È anche vero che pure voi siete professori
ed ecco che sto già insultandovi
No non ne ho sentito parlare
non ho sentito nemmeno lui
Sono tutti termiti
Sarà il mio ego ma non leggo più molto
ma certa gente che costruisce
reputazioni su cinque o sei libri
termiti
Bukowski dice lei
Perché ascolti musica classica tutto il giorno
Non vi pare di sentirla mentre lo dice
Bukowski perché ascolti musica classica tutto il giorno
E' sorprendente vero
Non l'avreste mai detto che un brutto bastardo come me
potesse ascoltare musica classica tutto il giorno
Brahms Rachmaninoff Bartok Telemann
Merda quassù non potrei scrivere
C'è troppo silenzio troppi alberi
Mi piace la città quello è il posto per me
metto su la mia musica classica ogni mattina
e mi siedo davanti alla macchina da scrivere
accendo un sigaro e fumo così guardate
e dico Bukowski sei un uomo fortunato
Bukowski l'hai sfangata
e sei un uomo fortunato
e il fumo azzurro galleggia sopra il tavolo
e io guardo fuori dalla finestra su Delongpre Avenue
e vedo la gente che va su e giù per il marciapiede
e tiro dal sigaro così
e poi appoggio il sigaro sul portacenere così
e faccio un respiro profondo
e attacco a scrivere
Bukowski questa sì che è vita dico
va bene esser poveri va bene avere le emorroidi
va bene essere innamorati
Ma voi non lo sapete che roba è
Voi non lo sapete che cosa vuoi dire essere innamorati
Se la poteste vedere capireste quello che voglio dire
Lei era convinta che venissi quassù per scopareProprio così
Mi ha detto che lo sapeva
Merda ho 51 anni e lei ne ha 25
e siamo innamorati e lei è gelosa
Gesù è bellissimo
ha detto che mi strappava gli occhi se venivo quassù a scopare
Ecco, questo sì che è amore
Ma che cosa ne sapete voi
Lasciate che vi dica una cosa
ho incontrato uomini in galera che avevano più stile
della gente che bazzica i college
e va alle letture di poesia
Sono delle sanguisughe che vengono a vedere
se i calzini del poeta sono sporchi
o se gli puzzano le ascelle
Credetemi io non li deluderò quelli lì
Ma voglio che vi ricordiate questo
c'è solo un poeta in questa stanza stasera
solo un poeta in questa città stasera
forse solo un poeta vero in questa nazione stasera
e quello sono io
Che ne sapete voi della vita
Che ne sapete voi di qualsiasi cosa
Chi fra voi l'hanno mai licenziato da un lavoro
oppure ha mai picchiato la sua donna
oppure è stato mai picchiato dalla sua donna
Io sono stato licenziato cinque volte dalla Sears and Roebuck
Mi licenziavano e poi mi riassumevano di nuovo
facevo il magazziniere da loro a 35 anni
e poi mi hanno sbattuto dentro perché rubavo dolci
So cosa cignifica ci sono stato
Ora ho 51 anni e sono innamorato
Questa pollastrella lei mi dice
Bukowski
e io dico Che c'è e lei dice
Penso che sei un sacco di merda
e io dico baby tu sì che mi capisci
E l'unica al mondo
uomo o donna
che me lo può dire
Ma voi non lo sapete che cos'è l'amore
Tutte quante sono tornate da me alla fine
ognuna di loro è tornata
fuorché quella di cui vi ho detto
quella che avevo piantato
Siamo stati insieme sette anni
Bevevamo un sacco
Vedo un paio di dattilografi in questa stanza ma
non vedo poeti
Non mi sorprende
Bisogna essere stati innamorati per scrivere poesie
e voi non lo sapete che cos'è essere innamorati
ecco il vostro guaio
Datemi un po' di quella roba
Così va bene niente ghiaccio bene
È buono è proprio lui
Allora cominciamo questa buffonata
So cosa ho detto ma me ne faccio uno solo
Sa di buono
Okay dunque facciamola finita
dopo però nessuno stia vicino
a una finestra aperta.
    Raymond Carver

25 Apr, 2008

L'uomo è immerso nella libertà - Vladimir Jankélévitch

Inviato da asas 13:14 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Trasparenze
L'uomo è immerso nella libertà come è immerso, dalla testa ai piedi,
nel divenire; in ea vivimus et movemur et sumus: la libertà è il suo
ambiente vitale.
    Vladimir Jankélévitch

23 Apr, 2008

Affacciamoci al sole meridiano

Affacciamoci al sole meridiano

al puro dato materico

di oggettività calcolabili

pensieri rigorosi

e vaste possibilità di scelta.

Domani vado a radermi:

rituale senza traumi.

6 Apr, 2008

Tutto bene ‑ pensa Gio’

Tutto bene ‑ pensa Gio’ ‑

Viviamo nel nulla

la pace dello splendido lavoro

Viviamo come l’acqua che trabocca

da una fontana

il privilegio del superfluo.

 

Fuoco dentro.

6 Apr, 2008

Indietro ‑ per favore

Indietro ‑ per favore ‑ state indietro!

Servizio cortesia:

crea paura e la porta via.

25 Mar, 2008

Signor legislatore - Antonin Artaud

Inviato da asas 13:18 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Trasparenze
Signor legislatore, signor legislatore della legge del 1916, abbellita dal decreto del luglio 1917 sugli stupefacenti, sei uno stronzo. La tua legge non serve ad altro che ad infastidire la farmacia mondiale senza apportare profitto alcuno all’abbassamento del livello minimo del numero dei tossicomani della nazione perché:
1° il numero dei tossicomani che si riforniscono presso il farmacista è trascurabile;
2° i veri tossicomani non si riforniscono presso il farmacista
3° i tossicomani che si riforniscono presso il farmacista sono tutti malati
4° il numero dei tossicomani malati è trascurabile in relazione a quello dei tossicomani voluttuosi
5° le restrizioni farmaceutiche sulla droga non disturberanno mai i tossicomani voluttuosi ed organizzati
6° ci saranno sempre frodatori
7° ci saranno sempre tossicomani per difetto di forma, per passione
8° i tossicomani malati hanno sulla società un diritto imprescindibile: che la società non rompa loro i coglioni.
È innanzitutto una questione di coscienza.
La legge sugli stupefacenti mette in mano all’ispettore-usurpatore della salute pubblica il diritto di disporre del dolore degli uomini; è una singolare pretesa della medicina moderna il voler dettare alla coscienza di ciascuno i propri doveri.
Tutti i belati della carta ufficiale sono impotenti di fronte a questo fatto di coscienza: più ancora della morte io sono padrone del mio dolore.
Ciascun uomo è giudice, e giudice esclusivo, della quantità del dolore fisico o anche della vacuità mentale che può sopportare con onestà. Lucidità o non lucidità, c’è una lucidità che nessuna malattia mi porterà mai via, ed è quella dettatami dal sentimento della mia vita fisica; e se ho perso la mia lucidità, la medicina ha solo una cosa da fare, darmi le sostanze che mi permettano di recuperare l’impiego di questa lucidità.
Signori dittatori della scuola farmaceutica di Francia, siete dei servi pedanti e mutili.
C’è una cosa che dovreste ponderare meglio: l’oppio è quella sostanza imprescrittibile ed imperiosa che permette di rientrare nella vita della propria anima a coloro che hanno avuto il dolore di perderla.
C’è un malessere contro il quale l’oppio è sovrano e questo malessere si chiama angoscia, nella sua forma mentale, medica, fisiologica, logica o farmaceutica, come preferite.
L’angoscia che crea i folli, l’angoscia che crea il suicida. L’angoscia che crea i dannati. L’angoscia che la medicina non conosce. L’angoscia che il vostro medico non sente. L’angoscia che lede la vita.
L’angoscia che opprime il cordone ombelicale della vita.
Per mezzo della vostra legge iniqua mettete in mano a gente in cui non ho fiducia alcuna, stronzi in medicina, farmacisti in letame, giudici in approssimazione, dottori, ostetriche, ispettori dottorali, il diritto di disporre della mia angoscia, di una angoscia in me sottile quanto tutti gli aghi di tutte le bussole dell’inferno. Tremiti del corpo o dell’anima, non esiste un sismografo umano che permetta a colui che mi osserva di arrivare a una valutazione del mio dolore più precisa di quella, folgorante, del mio spirito.
Tutta l’aleatoria scienza degli uomini non è superiore alla conoscenza immediata che io posso esperire del mio essere: sono l’unico giudice di ciò che è in me.
Rientrate nelle vostre soffitte, spregevolezze mediche, e anche tu, signor legislatore Moutonnier, non è certo per amore degli uomini che deliri, è per tradizione d’imbecillità.
La tua ignoranza di ciò che un uomo è, è uguagliata solo dalla tua idiozia nel volerli limitare. Ti auguro che la tua legge ricada su tuo padre, su tua madre, su tua moglie, sui tuoi figli e su tutta la tua posterità.
Ed ora inghiotti la tua legge.
    Antonin Artaud